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Cervello
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Il mwcwcervello è l'mwdaorgano principale del sistema nervoso centrale, presente in tutti i mwdqvertebrati e nella maggior parte degli mwdginvertebrati, che si trova nella mwdwtesta, di solito vicino agli mweaorgani sensoriali per i sensi come la mweqvista. È l'organo più complesso nel corpo di un vertebrato.

Nei vertebrati il cervello è situato all'apice del mwewnevrasse, all'interno del mwfacranio. Il termine corretto per indicare l'insieme delle strutture contenute all'interno della scatola cranica è mwfqencefalo, di cui il cervello è una parte. Infatti, il cervello può essere definito come quella porzione di encefalo separata dalle restanti parti mediante un piano orizzontale passante per la superficie superiore del cervelletto.

È, quindi, la porzione derivata dallo sviluppo delle vescicole diencefalica (per il mwfwdiencefalo) e telencefalica (per il mwgatelencefalo). Il cervello si occupa, insieme al mwgqsistema endocrino, di parte della regolazione delle funzioni vitali ed è sede delle regolazioni mwggomeostatiche e delle funzioni cerebrali superiori. Nelle specie superiori l'attività che avviene all'interno del cervello, studiata dalle mwgwneuroscienze, dà vita alla mwhamente con le sue mwhqfunzioni cognitive superiori e più in generale alla mwhgpsiche con le sue mwhwfunzioni psichiche, studiate nell'ambito della mwiapsichiatria e della mwiqpsicologia.

Contents

Storia
Note

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Storia

Il cervello-encefalo non risulta di interesse anatomico per gli antichi egizi, nonostante una già consolidata chirurgia della testa. Ciò può sembrare paradossale, ma era di fatto considerata un'attività servile. Sappiamo di certo che l'asportazione dell'encefalo durante il trattamento di un mwmqcadavere, avveniva mediante uncini attraverso il naso, cosa che non dava alcun riscontro morfologico.

Il mwmwPapiro Chirurgico di Edwin Smith, risalente al mwnaXVII secolo a.C., contiene i primi riferimenti scritti relativi al cervello. La parola cervello appare otto volte in questo papiro che descrive i mwnqsintomi, la mwngdiagnosi e la mwnwprognosi di due pazienti, feriti alla testa, che presentavano una mwoafrattura composta del cranio.

Nel mondo greco, mwogIppocrate e altri filosofi come mwowPlatone identificavano nel cervello la sede del pensiero (mwpaencefalocentrismo). mwpqAristotele riteneva ancora che fosse il mwpgcuore la sede dell'intelligenza, e vedeva il cervello come un meccanismo di raffreddamento del mwpwsangue, riscaldato dal corpo. Aristotele riteneva quindi che gli esseri umani fossero più razionali delle bestie in quanto possedevano un cervello più grande in grado di raffreddare meglio il loro sangue caldo.

Durante l'impero romano, l'anatomista mwqqGaleno, dissezionò numerosi cervelli di vari animali. Egli ci dice, nei suoi mwqgProcedimenti anatomici (cap. IX) che l'encefalo viene suddiviso dalle mwrameningi in "cervello" (mwrqencephalon) o "cervello anteriore" e in "cervello posteriore" o mwrgenkranion o mwrwepikranion, cioè in cervello e mwsacervelletto.

Attraverso l'osservazione delle differenze di struttura e sostanza fra cervello e cervelletto, concluse che il primo, essendo più tenero, dovesse essere il contenitore delle mwsgsensazioni, mentre il secondo, essendo più denso, dovesse controllare i mwswmuscoli. Nonostante i presupposti fossero sbagliati, le conclusioni di Galeno erano vicine alla realtà. Galeno, inoltre, scoprì che il cervello è cavo a causa della presenza di ventricoli che sono riempiti di un liquido (mwtaliquido cerebrospinale). Questa caratteristica del cervello, lo portò a ritenere valida la teoria, fino ad allora dominante, secondo la quale il cervello funzionava tramite il movimento e il bilanciamento di quattro fluidi (detti mwtqumori).

Riprendendo ipotesi più volte esposte, mwtwCartesio teorizzò la divisione tra mente e corpo (vedi mwuadualismo mente-cervello).

mwugThomas Willis nel mwuw1664 edita il suo mwvaCerebri anatome, che contiene la più dettagliata e completa descrizione del cervello comparsa fino allora. Tratta del mwvqcircolo arterioso che da lui prenderà il nome. Contribuisce anche alla terminologia medica, coniando la parola mwvgneurologia per indicare la disciplina e il termine mwvwcorpo striato per i mwwagangli della base.

mwwgFranz Joseph Gall (1758-1828) e Johann Spurzheim (1776-1832) per primi dimostrano che la sostanza bianca è costituita da fibre nervose e postulano l'esistenza di differenti centri per le diverse funzioni del cervello. Sfortunatamente questa ipotesi viene inizialmente screditata da teorie puramente speculative, anche da parte degli stessi Gall e Spurzheim (come il "centro dell'amicizia", quello "dell'ambizione" e via dicendo). Da questi primi studi quindi si sviluppò la mwxafrenologia.

Per determinare la funzione di una specifica parte del cervello inizialmente si è fatto ricorso metodo di ablazione sperimentale (su dei piccioni): lesionandone una regione del cervello se ne osservavano le conseguenze. Uno dei primi ad usare questo metodo fu il mwxwfisiologo francese mwyaMarie Jean-Pierre Flourens che nel mwyq1823 dimostrò che il mwygcervelletto era davvero implicato nella coordinazione del mwywmovimento, come già intuito da Galeno.

Fu Pierre Paul Broca che descrisse il mwzgcentro motorio del linguaggio (1861), mentre mwzwKarl Wernicke descrive un'mwaaarea similare le cui lesioni comportano afasia sensoriale (1874). mwagJohn Hughlings Jackson osserva pazienti mwawepilettici ed elabora la teoria dell'esistenza all'interno del mwbasistema nervoso centrale di gerarchie funzionali.

Nel mwbg1929, lo mwbwpsichiatra austriaco mwcaHans Berger registrò il primo mwcqpotenziale elettrico di un cervello in vivo. Questa tecnica, conosciuta come mwcgelettroencefalogramma o EEG, permette di misurare la corrente che scorre nella mwcwcorteccia cerebrale durante l'eccitazione sinaptica dei mwdadendriti e viene oggi utilizzata nella diagnosi di determinate condizioni neurologiche come le crisi epilettiche e per scopi di ricerca.

L'mwdghomunculus motorio e quello mwdwsensitivus sono di Penfield e Rasmussen, del 1957.

Nel 1994 mweqSemir Zeki dà inizio allo studio delle basi neurali della creatività e dell'apprezzamento estetico dell'arte. Nel 2001 fonda l'Istituto di Neuroestetica, con base a Berkeley, in California.

Nel terzo decennio degli anni Duemila sono in arrivo nuovi macchinari che permettono di studiare il cervello a livello cellulare di mwewsinapsi. In precedenza, con la mwfarisonanza magnetica nucleare era possibile studiarne solamente le macrostrutture.cite-ref-1[1]

Evoluzione e anatomia comparata del cervello

Nei primi animali pluricellulari, i mwgwporiferi, non si riscontra alcuna struttura che coordini i diversi tessuti. Gli mwhacnidari sono i primi a sviluppare un sistema nervoso, nel quale però non è identificabile alcuna struttura definibile come cervello, ma solo una mwhqrete nervosa formata da mwhgneuroni sensoriali (afferenti), mwhwinterneuroni di connessione e mwianeuroni motori (efferenti). Alcuni zoologi identificano questa struttura come un "cervello delocalizzato". Tale sistema comunque è già in grado di ricevere stimoli sensoriali complessi ed elaborare mwiqriflessi coordinaticite-ref-zoologia-2-0[2].

La cefalizzazione e il cervello vero e proprio

L'avvento della simmetria bilaterale ha conferito agli mwlqeumetazoi una direzionalità, con una parte anteriore ed una posteriore, al contrario degli animali a mwlgsimmetria radiata, nei quali non si distingue alcuna direzione preferenziale. La presenza di una parte anteriore fa sì che sia questa ad incontrare per prima un nuovo ambiente, il che ha indotto l'avvio del processo di cefalizzazione, consistente inizialmente nella concentrazione degli mwlworgani sensoriali e dei centri nervosi necessari all'elaborazione degli stimoli in una zona anteriore denominata "capo".

Nei mwmqplatelminti è possibile distinguere un rudimentale cervello, costituito da due insiemi di corpi cellulari concentrati nella zona cefalica. Negli mwmganellidi sono presenti anche numerosi mwmwganglicite-ref-zoologia-2-1[2].

Gli mwoqartropodi sono i primi esseri in cui si può osservare una specializzazione delle diverse aree del cervello, insieme alla quale si osserva la comparsa di comportamenti complessi, come per esempio l'organizzazione sociale. Il cervello degli artropodi è diviso in tre strutture differenti e possiede enormi lobi visivi dietro ogni occhiocite-ref-invertebrati-3-0[3].

Nei mwpwmolluschi si osserva un sistema nervoso di tipo gangliare. Dopo i vertebrati i molluschi sono gli animali con il cervello più complesso. Tra i molluschi i mwqacefalopodi hanno il maggior sviluppo cerebrale, e in particolare il mwqqpolpo ha un cervello molto grande ed organizzato la cui struttura si riflette in riflessi cognitivi e comportamentali estremamente complessicite-ref-invertebrati-3-1[3].

Negli mwrwechinodermi e nei mwsatunicati non è individuabile una struttura precisa identificabile come cervello, che in queste specie, come negli eumetazoi più semplici, si considera delocalizzatocite-ref-4[4].

Il cervello dei vertebrati

Nei vertebrati si osservano alcune differenze fondamentali. È infatti possibile individuare due strutture diverse, il mwwgtelencefalo e il mwwwdiencefalo, che formano il cervello vero e proprio, detto anche mwxaprosencefalo, mentre le altre strutture contenute all'interno della scatola cranica (mwxqmesencefalo mwxgponte e mwxwbulbo) formano il mwyatronco encefalicocite-ref-5[5]. Nei primi vertebrati acquatici (mwzqagnati e mwzgittiopsidi), il telencefalo è solo una piccola protuberanza con funzioni sensoriali (olfattive) e il prosencefalo stesso è molto piccolo rispetto all'encefalo nel suo insieme, mentre il mesencefalo raggiunge dimensioni considerevoli. Questo fenomeno è correlato alla maggiore importanza che ha l'afferenza sensoriale della mwzwlinea laterale, a sua volta correlata alla maggior mobilità di questi animali nell'ambiente tridimensionalecite-ref-ancomp-6-0[6].

Nei mw1qvertebrati terrestri è invece il prosencefalo che si ingrandisce fino a formare una struttura liscia che occupa la scatola cranica quasi per intero. L'encefalo viene separato dalla scatola cranica tramite membrane di mw1gtessuto connettivo chiamate mw1wmeningi. Cellule specializzate dividono il cervello dal flusso sanguigno, formando la mw2abarriera emato-encefalica. L'ingrandimento e la maggior organizzazione cerebrale negli mw2qamnioti riflettono lo spostamento degli arti dalla posizione laterale a quella ventrale, con conseguente coordinazione dell'oscillazione e dello spostamento degli arti. Il controllo degli arti assume una notevole importanza a livello cerebrale negli mw2garcosauri bipedi e negli mw2wuccelli, riflettendosi sulla struttura cerebralecite-ref-ancomp-6-1[6].

La maggior parte delle funzioni cerebrali legate alla coordinazione del movimento nei vertebrati sono affidate ad una struttura posteriore al cervello chiamata mw4qcervellettocite-ref-ancomp-6-2[6].

La struttura che più differenzia il cervello dei mw5wmammiferi da quello degli altri vertebrati è la mw6acorteccia cerebrale, uno strato laminare di tessuto cerebrale che costituisce la parte più esterna del telencefalo. Grazie a questa struttura vengono esplicate le funzioni cerebrali più complesse, quali la mw6qmemoria e il mw6glinguaggio. La corteccia conferisce al cervello di alcuni mammiferi il classico aspetto rugoso, con profondi solchi e circonvoluzioni. Si osservano inoltre profonde modificazioni anatomiche, specialmente al livello del telencefalo e dei mw6wlobi frontalicite-ref-7[7].

Il cervello umano

Il cervello umano è posto all'apice, sia dal punto di vista della struttura che della funzione, del mw-asistema nervoso centrale. In termini rigorosamente anatomici, il cervello è il risultato dello sviluppo embriologico del mw-qprosencefalo, termine che viene utilizzato come suo sinonimo, venendo a comprendere due parti note come mw-gdiencefalo e mw-wtelencefalo; è l'organo più importante del sistema nervoso centrale, con un peso piuttosto variabile che non supera i 1500 grammi, e ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 mw-acm³.

Il cervello può essere suddiviso in due parti, mwaqitelencefalo e mwaqmdiencefalo. Il telencefalo, che include la corteccia cerebrale, è estremamente sviluppato, e può essere suddiviso in quattro aree o lobi (Lobo frontale, mwaqqLobo parietale, mwaquLobo occipitale, mwaqyLobo temporale) cui sono da aggiungere la circonvoluzione limbica e l'insula di Reil. Negli esseri umani la corteccia cerebrale cresce enormemente di dimensione, diventando la struttura predominante del cervello. Inoltre, rispetto ad altri mammiferi, la corteccia cerebrale negli umani assume un ruolo più importante a livello funzionale, essendo sede delle "funzioni cerebrali superiori", quali il pensiero e la coscienza.

Il diencefalo è più piccolo ed è avvolto superiormente e lateralmente dal mwaqgtelencefalo. Contiene il mwaqktalamo, l'mwaqoepitalamo, il mwaqsmetatalamo, l'mwaqwipotalamo e il mwaq0subtalamo.cite-ref-t-8-0[8]

Note

cite-note-11. mwargmwarkmwaroNeuroscienze. Blakemore: «Ambiente e internet incidono sul cervello degli adolescenti», su mwarswww.avvenire.it, 25 luglio 2024. mwarwURL consultato il 29 luglio 2024.
cite-note-zoologia-22. mwasiRoberto Argano, et al., mwasmZoologia generale e sistematica, Bologna, Monduzzi, 1998, mwasqISBNmwasu 88-323-1803-2.
cite-note-invertebrati-33. Butler, AB (2000). "Chordate Evolution and the Origin of Craniates: An Old Brain in a New Head.". Anat Rec 261 (3): 111–25. doi:10.1002/1097-0185(20000615)261:3<111::AID-AR6>3.0.CO;2-F. mwas0PMID 10867629
cite-note-44. Mwinyi A, Bailly X, Bourlat SJ, Jondelius U, Littlewood DT, Podsiadlowski L (2010). "mwateThe phylogenetic position of Acoela as revealed by the complete mitochondrial genome of Symsagittifera roscoffensis". BMC Evol Biol 10: 309.. mwatiPMID 20942955
cite-note-55. Una certa confusione nell'uso del termine cervello può essere data dal fatto che nella letteratura scientifica in lingua inglese il termine mwatycerebrum è associato al telencefalo, mentre il termine comune mwatcbrain può indicare sia il cervello che l'encefalo
cite-note-ancomp-66. Kardong, Vertebrati - Anatomia comparata, funzione, evoluzione, McGraw-Hill, ISBN 88-386-6168-5
cite-note-77. Barton, RA; Harvey, PH (2000). "Mosaic evolution of brain structure in mammals.". Nature 405 (6790): 1055–8. doi:10.1038/35016580. mwaumPMID 10890446
cite-note-t-88. mwaucPeter Abrahams, mwaugAtlante del corpo umano, Milano, Dix Editore, 2010.

Bibliografia

• mwauwGiuseppe C. Balboni, et al., Anatomia Umana, Vol. 3., Ristampa 2000, Milano, Edi. Ermes s.r.l., 1976, ISBN 88-7051-078-6.
• mwau8Neuroscienze. Esplorando il cervello, Bear Mark F., Connors Barry W., Paradis Michael A.
• mwavePrincipi di neuroscienze, Kandel Eric R., Schwartz James H., Jessell Thomas M.
• mwavmCarlo Umiltà, Il cervello, Bologna, Il Mulino, 2011, ISBN 978-88-15-14926-8.
• mwavuPeter Abrahams, Atlante del corpo umano, Milano, Dix Editore, 2010.

Voci correlate

• mwavkCorpo calloso
• mwav0Cervelletto
• mwaweEncefalo
• mwawuEpifesi
• mwawcIpofisi
• mwawkMeningi
• mwawsMente
• mwaw0Neurotrofia

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itcervello, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) brain, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Cervello, su Open Library, Internet Archive.
• mwax4Video didattico sull'anatomia del cervello, con l'uso di un modello tridimensionale, su youtube.com.
• mwayaIBRO (International Brain Research Organization), su ibro.info. URL consultato il 24 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2013).
• citereftreccani-struttura-e-funzione-del-cervello-dizionario-di-medicinaGiuseppina Amadoro, Christian Barbato, Struttura e funzione del cervello, in Dizionario di medicina, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.